Matrimonio: istruzioni per l’uso

 

Mi risposerei? Altre 100 volte. C'è da dire però che il matrimonio mica è una roba semplice. Intanto non è naturale stare con una persona per tutta vita, quindi se delle volte vi piacerebbe essere una mantide per staccargli la testa, tranquille, è normale 😉

Tutti a parlare della crisi del terzo, settimo, decimo anno, come se non fosse sempre difficile stare con una persona. La monogamia non è biologicamente naturale, ma una scelta e come tale va difesa e confermata ogni giorno. È una scelta che facciamo per amore, perché si crede in un progetto, perché si è scelto l'altro nella buona e nella cattiva sorte.

Nessuno vi ha detto che sarebbe stato facile, che ci sarebbero stati solo momenti belli e spensierati, ma è la vita a non essere così. La vita in coppia non è una passeggiata, due persone con abitudini diverse che convivono, una che si sveglia e non parla e l'altra che si sveglia che sembra che ha preso già 10 caffè. Magari uno dei due adora la confusione e l'altro la odia, e non parliamo di quando arrivano i figli e si discute, potenzialmente, su qualsiasi cosa.

La verità è che stare insieme è una scelta quotidiana, specialmente adesso che la gente sembra pronta a scappare al primo problema. Spesso le storie finiscono, è sempre successo, secoli di storia umana e di letteratura su amori che finiscono, su scelte sbagliate e amori struggenti, ma allora cosa fa durare un matrimonio ed un altro no? Immagino che, a parte la cosa ovvia, cioè l'amore, sia la voglia di credere in qualcosa, di credere che se lo abbiamo scelto era perché credevamo in lui e in noi.

  • In ogni matrimonio arriva il giorno in cui si pensa “ma perché diavolo mi sono sposata? Potevo restarmene da sola, a fare l'allevatrice di lumache in Australia, o la venditrice ambulante di baccalà fritto in Norvegia” (scegliete voi il vostro ipotetico lavoro), non è strano pensarlo, non è da persone cattive e non innamorate.
  • Penso che il trucco sia avere da subito delle cose nostre, delle cose che ci fanno stare bene, degli spazi di decompressione, e delle amiche solo nostre. Delle persone con cui staccare ogni tanto e ricaricarci con una serata senza pensieri. Un hobby, un corso di fotografia, un circolo di lettura su Jane Austen, o un cineforum in cui guardare film in Coreano con sottotitoli in francese. Qualsiasi cosa che sia nostra, che ci faccia sentire ancora una persona “sola”.
  • Avere la consapevolezza che è normale ogni tanto pensare “ma che vuole questo?”. Perché lo penserete, perché lo penserà pure lui guardando voi. Ed allora, piccolo consiglio, non parlate quando siete arrabbiate, fate scemare la rabbia, parlate quando tutto è più tranquillo e calmo.
  • E ricordatevi sempre il motivo per cui lo avete scelto 😉

Buona resistenza 🙂