Mood “Guardo vecchie foto”

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Sono nella fase “guardo vecchie foto”. Uno stato malinconico ed insieme chiassoso. I ricordi sono così, creano confusione in testa, portano però anche serenità, regalano attimi di silenzio mentale. Che poi il silenzio non sempre è positivo, perché pure ascoltarsi troppo non sempre conviene. Spesso è meglio il rumore, dentro e fuori, musica a palla che copre tutto, essere sempre impegnati e non avere tempo, scuse tappa buche di pensieri.

Vorrei fermare il tempo e vivere qualche giorno immersa nei ricordi, e se potessi tornerei a rivivere anche qualche giornata memorabile. La pasquetta del ’90 ad esempio, tanto verde e un’altalena solitaria fatta con una corda e un pezzo di legno, discese libere nei campi, un sole accecante,  la pasta al forno di mia madre, fiori viola ovunque, alti fino alle ginocchia, anche se si diceva che ci fossero serpenti. Io ho pure paura dei serpenti, ma quando si sta in compagnia le paure si sopportano meglio. Anche da adulti è così, insieme si fanno cose che da soli ti tremano le gambe anche al solo pensiero.

E’ un periodo malinconico, servono anche questi. Serve tutto. Si cresce, si cambia, si soffre, si ride. Tutto fortifica, ma non vuol dire che non faccia stare male.

Dormo male, devo dimagrire, ho gli scatoloni del cambio di stagione che mi guardano sconsolati ed ho delle sopracciglia orrende. Ho spostato un esame di un mese, perché studiare metafisica non era cosa per me in questo periodo. Lo studio fa bene all’anima, ma delle volte aggiungere troppi pensieri pesa. La filosofia mi fa sempre pensare che è bello trascorrere la vita a pensare, che cose che potrebbero sembrare superflue accarezzano l’anima se capite, che la vita non è quello che si ha, ma quello che si è.

Non esiste un senso vero in queste parole, ma scrivere è anche questo, levare i filtri e lasciare le mani libere per un po’.