La vita attraverso le serie tv

Avevo in camera un vecchio televisore grundig, uno di quelli in bianco e nero che per cambiare canale dovevo alzarmi dal letto perché non esisteva il telecomando, e per vedere bene i canali dovevo aggiustare l'antenna a mano. Il primo amore è stato ER, guardavo le puntate da sola al buio e mia madre lo detestava con tutti quei morti; per me invece era seguire la vita di Carter, Ross, la bonanima del dottor Green e tutto quel via vai di malati senza assicurazione. È iniziato così il mio amore per le serie tv, il mio amore per queste storie che seguo da anni, con cui esco la sera, con cui passeggio, e con cui rido e piango.

Una volta all'università fu la volta di Dawson' creek, con la bella Joey che entrava di notte a casa di Dawson ma non gliel'ha mai data, per poi mettersi con Peacey (che ora è diventato niente male). Era il primo anno di università e lo guardavamo sul letto di un'amica nel suo piccolo televisore (credo fosse una cosa come 5 pollici), e ci domandavamo se Dawson fosse davvero così fesso. Io mi domandavo anche come era possibile che mio padre si accorgesse se giravo il cuscino di notte, e di questa nessuna si accorgeva che dormiva fuori.

Non ho mai smesso di guardare la tv, sono cresciuta tra le scivolate e le parate di Holly e Benji, le storie di Creamy ed occhi di gatto, per poi passare direttamente alle serie. Mi sono innamorata di ogni singolo personaggio, mi sono immedesimata negli amori e nelle sfortune delle donne protagoniste, ho adorato camminare con loro, innamorarmi, ridere e provare vestiti nei camerini.

Le 4 di sex and the city, con quell'armadio che sognerò in eterno e la bellissima amicizia che anche io ho trovato; una mamma per amica, di cui ho guardato ogni puntata almeno 4 volte, sognando di riuscire ad avere un rapporto così bello con i miei figli, ed anche il fisico della madre. Grey's Anatomy che mi accompagna da 10 anni, e che mi ha fatto diventare azionaria della kleenex dopo l'ennesima puntata trascorsa a piangere lacrimoni per un'ora. Ugly Betty, una fine un po' scontata ma la rivincita dell'intelligenza. New girl, un mio piccolo grande amore, che ancora devo finire l'ultima stagione e sto morendo di curiosità. Beverly Hills ha accompagnato la mia adolescenza ma ne ho già ampiamente parlato.

Friends e “all bi der for iuuuuuuu”, il taglio di capelli che non ho mai avuto, la meraviglia assoluta di una serie fantastica, con la bionda squinternata che era la mia preferita. Ross, Chandler, Rachel… Quanto li ho adorati!

Lost, maledetto lost. (Se qualcuno mi volesse presentare un autore, ci vorrei scambiare due paroline).

In mezzo ce ne stanno tante altre, ma la cosa bella è che ognuna è legata ad un ricordo, ogni serie, ogni puntata vista fa parte anch'essa della mia vita, del mio amare stare sul divano, del programmare la cena con mio marito in base alla puntata che si doveva vedere, della pizza la sera dei finali di stagione. Si cresce anche così, con amici virtuali, seguendo le loro vite, segnando con i post it i giorni dei finali di stagione.

Io, così, sono cresciuta bene.