In bagno con Harry Potter

Harry_Potter_and_the_Sorcerer's_StoneLa privacy è un concetto che si conosce, aleggia per le stanze, si sa dove cercare sul vocabolario ma non ha più nessuna importanza, perché i figli se ne fregano dei nostri bisogni, e scoprono di averne di fondamentali esattamente nell’attimo in cui noi chiudiamo la porta della famosa stanza. I genitori sanno benissimo che il bagno è una stanza speciale quando si hanno minorenni in casa, perché è una specie di porta temporale in cui ci si chiude  e si stacca da tutto, in cui si legge, si gioca, si controllano i campioncini giacenti in una scatola e si sfoglia per millesima volta lo stesso numero di casa facile. I bagni in casa nostra non hanno chiavi perché poi magari si chiudono dentro e tocca buttare giù la porta, quindi ci tocca sperare che nessuno si accorga che siamo dentro.

Una volta entati in bagno è come non essere più genitori, perché quella porta chiusa regala un attimo di respiro e di pace. Capita addirittura, ma solo delle volte, di riuscire a fare una doccia senza nessun intruso, e di riuscire a godersi l’acqua bollente per 10 minuti.

Capita però, moltissime volte, che i figli si ricordino di avere un bisogno primario, una cosa che proprio non può aspettare, proprio mentre voi state leggendo i tipi di pavimento che si possono posare in una casa (devo dire che il numero di casa facile giacente in bagno è vecchio ma molto bello). E capita anche che arrivi il figlio num. 2 e vi chieda di leggergli Harry Potter  “perché tu mamma leggi sempre in bagno ed io voglio stare con te”.

Ed allora tu non puoi fare altro che aprire la pagina dove ci sta il segnalibro, e riprendere la storia di Agrid ed Harry per la prima volta a Diagon Alley.