Lasciarsi trasportare

 

Ho più o meno 3000 foto nel mio cellulare, e sì lo so che dovrei cancellare qualcosa, non serve che me lo diciate. Una parte sono già salvate nel pc, ma sono una pigra da Guinness e mi scordo sempre di collegarlo per salvare le nuove. Oggi ho scoperto, dopo ben 3 anni e mezzo, che è possibile creare un album con le foto preferite. La vedo la faccia che state facendo, e so di essere imbranata; fino a 6 ore fa se volevo rivedere una foto facevo scorrere centinaia di foto, arrabbiandomi con il telefono se non comparivano subito. Oggi pomeriggio ho scoperto per caso questa possibilità e mi sono messa subito all'opera, scorrendo le immagini salvate per creare un album che potesse essere di immediato utilizzo. La maggior parte delle foto sono di mio padre, intervallate da alcune dei miei figli e di mio marito, ed è bello poter aprire il cellulare quando ne ho voglia e guardare i ricordi impressi sopra.

Sono passati pochissimi mesi da quando è morto, ma io ancora piango quasi ogni giorno. Troppe cose me lo ricordano, ed il fatto che più mi fa star male è non poterlo chiamare per raccontargli le cose che mi succedono. Sono stati mesi intensi, complicati, belli e bruttissimi insieme, e non averlo nella mia vita è stato brutto, triste, e mi ha fatto stare male. Capita spesso di prendere il telefono in mano e ricordarmi solo troppo tardi che non posso più sentire la sua voce, i suoi consigli, le sue analisi politiche. Sapevo che mi sarebbe mancato, ma non credevo che avrei sentito in maniera così incessante questo vuoto. Pensavo che avendo una mia famiglia avrei sopportato il dolore, affrontato il lutto, ed invece mi ritrovo a piangere per ogni piccolo ricordo. Ho capito che il dolore non va combattuto e respinto, ma bisogna fargli posto, a volte farsi trasportare, perché solo così non si viene travolti. Piangere serve, perché le lacrime taciute rendono malinconico il cuore. La sofferenza va amata perché fa parte di noi, e ci ricorda quanto amore siamo stati capaci di provare. I lutti fanno parte della vita, i dolori ci formano, ci fanno crescere, e solo comprendendo che l'assenza è solo fisica, si potrà capire la meraviglia della presenza spirituale.

La cosa bellissima è sentirlo sempre con me, sentirmi accompagnata nel mio cammino perché sono talmente tante le cose che mi ha trasmesso con passione ed amore, che me lo fanno sentire sempre vicino. Sant'Agostino ha detto “le persone che muoiono non sono più dove erano, ma sono ovunque noi siamo”, e non si capisce la verità di questa frase fino a quando non perdiamo un grande amore.