Di nuovo

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Ho pensato tanto a questo post, a cosa scrivere e se farlo. Potevo ricominciare  e basta, azzerando la mancanza da questo posto solo mio con un banale “ciao sono tornata!”, oppure potevo salutare come si deve, cosa che ho scelto di fare. Non ho mai vissuto questo blog come una raccolta di idee o un luogo dove riversare le mie stanchezze di madre, ma è sempre stato una specie di diario, con in più l’effetto terapeutico di confrontarsi con chi mi leggeva, perché in fondo io non sono molto brava con i filtri mentali, se scrivo lo faccio di getto, mettendo in gioco pensieri, anche non sempre facili da accettare e sapendo che, in un certo modo si presta sempre un po’ il fianco a chi legge.

Credo di aver smesso di scrivere perché era doloroso guardarmi dentro, e perché ho passato momenti in cui il risparmio energetico era necessario alla sopravvivenza, quei momenti in cui ti chiedi cosa farai da grande, ti chiedi chi rimarrà nella tua vita, se avrai la forza necessaria a sorridere, e la risposta ogni tanto richiede sforzi talmente grandi che non si ha la forza di mettere due righe insieme e parlarne con tutti.

Non so nemmeno io a quando risale il mio ultimo post personale, forse preferisco non saperlo, ma nel frattempo sono successe un sacco di cose nella mia vita, alcune belle ed alcune di meno. Una di queste mi ha lasciato una ferita immensa nel petto, uno squarcio che rimarrà lì per sempre, un vuoto immenso, incolmabile e doloroso…

Le altre cose sono semplicemente la vita che va avanti, i figli che crescono, la seconda laurea inseguita anche se ancora un pochino lontana, la crescita personale che ti tallona e di cui ho immensa paura, l’amore e i sorrisi che illuminano tutto. Immagino che non sia un caso riprendere a scrivere in un giorno così, un cielo uggioso autunnale, nel silenzio rotto solo dalle notte di Ludovico Einaudi, mentre penso che qualsiasi cosa succederà splenderà comunque il sole.

Sono arrivata alla conclusione di avere livelli di autostima falsati, mi prendo in giro da sola pensando di averne a pacchi, ed invece finisce che mi blocca sempre la pura di non essere abbastanza, la paura di fallire, quel nodo allo stomaco che ti impedisce di fare realmente qualcosa di concreto per cambiare ciò che serve. Non è facile nemmeno pensarlo, figuriamoci parlarne poi, si vorrebbe essere sempre in linea con lo schema mentale che abbiamo di noi stessi, ma chi ci riesce? Io no. Sono cambiata tante di quelle volte che delle volte nemmeno mi riconosco, figuriamoci se riesco ad essere coerente con i miei pensieri di 10 anni fa.

Ed ora sono qui, sempre senza nulla  ma con la voglia di provare, e con l’amore per queste lettere che spesso fanno da balsamo a momenti no, ed accompagnano i sorrisi. I blog non sono più quelli di una volta, ma non  lo sono nemmeno io quindi siamo pari 😉

Un bacio a tutti (o a quelli che passano di qui)